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Medicina Nucleare

PET

La tomografia ad emissione di positroni (PET) è uno degli strumenti diagnostici più innovativi, che sta conoscendo sempre maggiori consensi tra i clinici nelle diverse applicazioni diagnostiche particolarmente in campo oncologico e neurologico.

La PET (Positron Emission Tomography) è una metodica di diagnostica per immagini che consente di individuare precocemente i tumori e di valutarne la dimensione e la localizzazione. L’esame si basa sulla somministrazione di radiofarmaci, caratterizzati dall’emissione di particelle chiamate positroni.

Le indagini di Medicina Nucleare, come la PET, prevedono la somministrazione di una piccola quantità di una sostanza radioattiva (radiofarmaco), al fine di indagare le caratteristiche funzionali degli organi e degli apparati nei quali il radiofarmaco si localizza. Dopo essere stato somministrato per via endovenosa, il radiofarmaco si distribuisce nel corpo del paziente permettendo di ottenere delle immagini diagnostiche, interpretate dai medici specialisti.

I radiofarmaci sono molecole che contengono al loro interno un radionuclide (un atomo radioattivo) e possono essere utilizzati sia a scopo diagnostico sia terapeutico. Un radiofarmaco è costituito da due componenti: il carrier, ossia una molecola con funzioni biologiche di trasporto, ed il nuclide radioattivo. L’uno è indispensabile all’altro: infatti il primo consente di veicolare il radionuclide fino a raggiungere l’organo o l’apparato di interesse, mentre il secondo permette attraverso l’uso di una strumentazione diagnostica adeguata di seguire la distribuzione nell’organismo del radiofarmaco, valutarne l’affinità per gli organi bersaglio e le variazioni delle funzioni biologiche cellulari. I radiofarmaci diagnostici permettono quindi di capire esattamente dov’è il tumore e qual è il suo comportamento biologico, fornendo le basi per impostare terapie personalizzate. Principalmente svolgono un ruolo in ambito oncologico, e in maniera minore possono essere utilizzati in ambito cardiologico e neurologico, in particolare per lo studio del Parkinson e dell’Alzheimer.

LA TOMOGRAFIA AD EMISSIONE DI POSITRONI (PET) con 18FDG (fluorodesossiglucosio)
Tra i radiofarmaci oggi più utilizzato è 18FDG (fluorodesossiglucosio) che, introdotto nell’organismo, ha la caratteristica di essere assunto dalle cellule allo stesso modo del glucosio. La gran parte dei processi biologici che richiedono energia hanno necessità di utilizzare il glucosio come substrato, per cui si comprende come un analogo del glucosio, come il 18FDG possa essere considerato un marcatore di tutti i processi cellulari in attiva proliferazione.

Il trasporto all’interno delle cellule del glucosio e di altri zuccheri analoghi avviene attraverso tre meccanismi. Il primo, di diffusione passiva, è un processo relativamente lento e non è importante per i tessuti umani. Il secondo meccanismo è di trasporto attivo mediato da un trasportatore di glucosio Na+ dipendente ed è particolarmente attivo a livello delle cellule intestinali e renali.

Il terzo meccanismo è un trasporto facilitato da trasportatori di membrana glicoproteici (GLUT) che sono presenti in quasi tutte le cellule e rappresentano il meccanismo principale di incorporazione del glucosio all’interno della cellula.

L’aumentata captazione del glucosio da parte delle cellule tumorali può essere dovuto a una elevata espressione/attività a carico dei trasportatori del glucosio, che sono regolati da oncogeni e fattori di crescita e da una esaltata attività della esaochinasi, enzima che promuove la fosforilazione del glucosio e non permette il trasporto di questo verso l’esterno della cellula. Accanto a questi fattori, nella cellula neoplastica si descrive anche una diminuita concentrazione della glucosio-6-fosfatasi, enzima che catalizza la defosforilazione del glucosio e la sua successiva fuoriuscita dalla cellula.

Il glucosio, inoltre, rappresenta l’unico substrato energetico del cervello, pertanto il 18-FDG è utilizzato anche nello studio del cervello in numerose condizioni patologiche fornendo una mappa metabolica delle diverse aree cerebrali.

In campo oncologico la PET con 18FDG è principalmente utilizzata nella caratterizzazione metabolica di lesioni diagnosticate con altre metodiche (p.es caratterizzazione del nodulo polmonare), nella stadiazione e follow up di pazienti oncologici e nella valutazione della efficacia terapeutica (valutazione in corso di trattamento farmacologico) e valutazione di effiacacia dopo chemio o radioterapia.

In campo neurologico la principale indicazione è lo studio della patologia neurodegenerativa ed è particolarmente utile nell’inquadramento dei pazienti con deficit cognitivi.

Dopo l’esame è possibile riprendere le comuni attività, il tracciante non ha effetti da poter compromettere la capacità di guida. E’ buona norma non sostare in prossimità di donne in gravidanza e bambini nelle successive quattro ore.

La PET con 18FDG può essere associata in coregistrazione alla esecuzione di TC con o senza mezzo di contrasto ed in casi selezionati può essere eseguita una RM con o senza mezzo di contrasto in coregistrazione.