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Newsletter n°5 - Maggio 2011 - Elastosonografia


19/05/2011

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Maggio 2011

L'elastosonografia: una nuova tecnica che aumenta la sensibilità dell'ecografia per la individuazione dei tumori della mammella, della tiroide e dei linfonodi.

 

I continui ed innovativi sviluppi dell’ecografia hanno già portato all’uso dei mezzi di contrasto che hanno determinato un notevole aumento della capacità della metodica di rilevare e caratterizzare lesioni neoplastiche, prevalentemente a livello epatico. Oggi si aggiunge anche una nuova tecnica, definita “Elastosonografia” che, attraverso una migliore caratterizzazione tessutale delle lesioni nodulari, aumenta la sensibilità della metodica ecografica nel rilevare i tumori della tiroide, della mammella e dei linfonodi. L’elastosonografia è una integrazione dell’ecografia convenzionale e del color Doppler, che si esegue con la stessa apparecchiatura e con la stessa sonda utilizzata per la normale ecografia. E’ una tecnica di imaging che si basa sull’analisi delle proprietà elastiche di un tessuto. Le componenti di un tessuto patologico, come il tumore, presentano, nei confronti di un tessuto normale, differenti caratteristiche strutturali che modificano l’elasticità tissutale e determinano una maggiore rigidità. L’elastosonografia permette di differenziare i tessuti sani da quelli patologici, rappresentando le diverse elasticità del tessuto esaminato con una scala cromatica, che per convenzione associa il colore blu ai tessuti meno elastici (patologici) e quello rosso e verde ai tessuti più elastici (normali).

Risultati di recenti studi dimostrano che nella ricerca dei linfonodi metastatici in pazienti affette da tumore della mammella, l’uso dell’elastosonografia, come integrazione di una normale ecografia, riduce la frequenza di falsi positivi dal 44% al 19% e l’aggiunta dell’elastosonografia aumenta la sensibilità della metodica ecografica del 24%.  La sensibilità complessiva della metodica ecografica con l’aggiunta della valutazione elastosonografica risulta del 90% e la specificità dell’86% (Taylor et al. ECR 2011).

L’elastosonografia offre quindi la possibilità di integrare la metodica ecografica convenzionale per caratterizzare meglio le lesioni dubbie per le quali spesso si ricorre alla biopsia.
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A cura del dott. Marcello Mancini, dott.ssa Emilia Vergara.

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